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Prova BMW serie 1 M SPORT

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Trazione posteriore per molti implica piacere di guida assicurato. E qui è così. Fin dal 2004, anno della prima E87, la BMW Serie 1da del filo da torcere alle rivali di segmento C, tra cui Audi A3 e Mercedes Classe A.

Esterni

4,31 m di lunghezza, 1,77 m di larghezza e 1,41 di altezza; l’ultima BMW Serie 1 (F20) non cresce nelle dimensioni rispetto alla precedente generazione ma si aggiorna radicalmente a livello estetico. L’allestimento M Sport va ad esaltare l’anima sportiva della vettura andando ad aggiungere il pacchetto aerodinamico M, che comprende un nuovo paraurti anteriore, minigonne laterali e paraurti posteriore con inserto del diffusore a contrasto, calandra anteriore a doppio rene con listelli in nero lucido e cornici cromate e cerchi in lega leggera M da 18” bicolori a doppi raggi e cinque razze. Sulle fiancate – e sui cerchi – è applicato il logo M, che insieme al terminale di scarico cromato completa il pacchetto estetico. La ciliegina sulla torta è rappresentata dai fari bruniti con tecnologia LED, con le caratteristiche doppie cornici che racchiudono gli anabbaglianti che rendono riconoscibili, a prima vista dallo specchietto, tutti i modelli della casa.

Interni

WP5Allestimento sportivo o non, il punto debole della BMW Serie 1 è l’abitabilità posteriore, nonostante le cinque porte. I sedili anteriori sportivi in pelle Dakota con fianchetti regolabili (di serie in stoffa/alcantara Hexagon) sono comodissimi, avvolgenti e allungabili a piacimento grazie alla possibilità di far scorrere il cuscino orizzontalmente; stessi materiali che ritroviamo sulla parte alta della portiera – in basso troviamo la solita plastica dura -, sul bracciolo anteriore e sulla superficie del cruscotto. Dietro non si viene meno a livello di materiali, ma per poter far stare comodi due adulti è d’obbligo che il pilota e il passeggero non siano più alti di un metro e ottanta, in particolare per quanto riguarda lo spazio per le gambe. Seduti al volante la prima cosa che colpisce è la classica seduta BMW, bassa e sportiva ma allo stesso tempo molto comoda; il volante sportivo in pelle M a tre razze con comandi multifunzione ha un’ottima impugnatura, con sulla destra i comandi del bluetooth e della radio e sulla sinistra tutto ciò che riguarda limitatore di velocità e cruise control. La strumentazione comprende tachimetro e contagiri analogici con scala cronometrica, al di sotto dei quali troviamo digitale l’indicatore del livello di carburante. La plancia ha il classico design BMW, che possiamo dividere in tre zone a sviluppo verticale; in alto, ormai da un po’ non più integrato nella plancia, troviamo il grande schermo da 8,8” pollici dell’impianto di infotainment, gestibile attraverso il selettore circolare che troviamo sul tunnel vicino al cambio. Molto minimal nel design anche l’impianto di climatizzazione bizona e i tasti fisici della radio. A livello puramente estetico, perfetta l’integrazione del cambio Steptronic nell’armonia dell’abitacolo, con leva corta e un ottimo feedback nella gestione.

Infotainment

WP4Optional da 1.990,00 euro è il sistema di navigazione BMW Connected Pro con schermo LCD a colori da 8,8”. Tramite il touch o, meglio, attraverso il selettore sul tunnel, si scorre in modo molto veloce e fluido attraverso tutti i menu; il sistema include vivavoce, interfaccia AUX e USB, radio BMW Professional con lettore DVD e navigatore satellitare in grado di rappresentare tridimensionalmente le mappe grazie alla connessione con la rete. Purtroppo non disponibile con la motorizzazione in prova l’Head Up Display (HUD) che proietta i dati utili al pilota direttamente sul vetro, optional che è stato reso disponibile solamente sulle motorizzazioni top di gamma.

Dinamica e prestazioni

WP2È una BMW, e lo si capisce dopo poche curve. La Serie 1 118d è mossa da un 2.0 litri turbodiesel da 150 CV e 320 Nm di coppia che danno il meglio tra i 1500 e i 3000 giri/min. La potenza è scaricata a terra tramite le ruote posteriori, e permette una velocità massima di 212 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,3 secondi. Leggendo i dati non è tipicamente un propulsore che definiremmo sportivo, ma è proprio questo il bello; l’erogazione è fluida e regolare, e consente un mix tra velocità, consumi e dinamica di guida che poche altre case sono in grado di offrire. Il baricentro basso e il perfetto bilanciamento dei pesi (50% all’avantreno e 50% al retrotreno) fanno viaggiare la macchina incollata alla strada tra una curva e l’altra, grazie anche all’ottima rigidità del telaio e al cambio Steptronic sportivo ad 8 rapporti privo però di paddle al volante. Questo consente di cambiare marcia in modo molto graduale minimizzando i salti di regime a favore di comfort, dinamismo e consumi. Attraverso il selettore sul tunnel centrale alla sinistra del cambio è possibile cambiare modalità di guida scegliendo tra quattro disponibili (Eco ProComfortSport e Sport+), andando a modificare i parametri di erogazione e di risposta dell’acceleratore; in Eco Pro si ottimizza l’efficienza, si attiva la funzione di veleggio al rilascio dell’acceleratore e il cambio evita di scalare marcia se non opportuno mantenendo sempre la marcia più alta, non rinunciando al comfort di guida. Al pilota giunge un feedback “ovattato”, in cui si apprezza il lavoro della centralina nel tagliare la potenza non necessaria. In modalità Comfort – la modalità che potremmo definire “normale” – il duo motore-cambio lavora sempre con un occhio di riguardo verso i consumi, riducendo però la percezione dell’intervento dell’elettronica rispetto alla modalità più ecologica. In Sport le cose cambiano, il motore reagisce in modo molto più veloce, scalando subito marcia e tenendo il motore ad un regime di coppia ideale per la guida sportiva. I controlli di trazione e di stabilità sono disattivabili impostando la modalità Sport+, che unisce la prontezza della configurazione sportiva all’assenza di un agente limitante, il tutto a favore del divertimento. Si sente la mancanza dei selettori di marcia dietro al volante, nonostante il cambio possa essere utilizzato in modalità sequenziale tramite il controllo fisico sul tunnel centrale.

PS: La domanda che molti si porranno è una; è solo una sensazione oppure si ha un effettivo risparmio guidando in modalità Eco Pro? Dati alla mano, si stimano circa 70-80 km in più a pieno se si ricorre alla modalità più efficiente. Non male.

Prezzo

WP3La BMW Serie 1 a cinque porte, in allestimento base, a seconda della motorizzazione va dai 25.200,00 euro per la 116i, ai 50.499,00 necessari per la sportivissima M140i xDrive da 340 CV. I propulsori con alimentazione a gasolio partono dai 26.600,00 euro della 114d a tre cilindri, con la 118d della nostra prova offerta a partire da 31.150,00 euroL’allestimento M Sport implica un sovrapprezzo di 2.850,00 euro, consigliato per il kit estetico esterno e per la miriade di dettagli non di poco conto, tra cui sedili e volante sportivi, all’interno. L’esemplare della nostra prova inoltre ha in aggiunta – per citarne alcuni – il sistema di navigazione BMW Connected Pro (1.990,00 euro), il cambio automatico Steptronic ad 8 rapporti (2.290,00 euro), il clima bizona (560,00 euro), il tettuccio in vetro ad azionamento elettrico (830,00 euro) e i sedili in pelle Dakota (1.440,00 euro), che portano il prezzo della vettura a 37.010,00 euro, inclusi incentivi e promozioni attualmente in concessionaria.

PREGI: motore; assetto; design.

DIFETTI: abitabilità; lista degli optional troppo lunga; dotazioni di serie; mancanza a listino di optional come paddle al volante e HUD, disponibili solo su motorizzazioni top di gamma.




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