Attacchi di panico: niente panico!

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Dopo il sondaggio del 20 maggio, proposto nella nostra rubrica dedicata al benessere psicologico e curata dalla Dottoressa Casteletti (link articolo), il numero di maggiori preferenze sono state date ad un problema (risolvibile) piuttosto diffuso: Attacchi di panico, come riconoscerli e cosa fare.

La parola alla Dott.ssa Maddalena Castelletti…

Dott.ssa Maddalena Castelletti, Psicologa Clinica esperta in Neuro-biofeedback

Parliamo di attacchi di panico:

Gli attacchi di panico sono uno dei principali motivi di richiesta di visita psicologica e molto spesso, specialmente al primo episodio, sono motivo di accesso al Pronto Soccorso a causa della manifestazione di segni e sintomi molto allarmanti.

Come si riconosce un attacco di panico?

Innanzitutto va detto che i sintomi sotto descritti raggiungono il picco in pochi minuti per poi affievolirsi fino a cessare sempre in un tempo breve. L’attacco di panico ha generalmente una durata complessiva che varia dai 5 ai 15 minuti.

Cosa succede durante l’attacco di panico?

L’attacco di panico è una risposta psicofisiologica ovvero che comprende un’attivazione psicologica, emotiva e corporea: la paura come risposta imminente ad una minaccia reale o percepita determina l’attivazione del Sistema Nervoso con sintomi variabili tra cui:

Palpitazioni, tachicardia

Sudorazione

Tremori (fino a grandi scosse simili a convulsioni)

Sensazione di soffocamento o dispnea (fatica nel respirare)

Dolore, oppressione o fastidio al petto

Nausea o disturbi addominali

Vertigini, sensazioni di svenimento

Vampate di calore o brividi di freddo

Parestesie (torpore o formicolio in varie parti del corpo, di solito gli arti)

Sensazione di “distacco dalla realtà”

Paura di perdere il controllo, di impazzire, di perdere la vita.

Tali manifestazioni possono manifestarsi sia a partire da uno stato ansioso, sia in modo del tutto inatteso ovvero a partire da uno stato di quiete, non di rado durante il sonno. In questo secondo scenario è più difficile interpretare correttamente quanto accade e comprensibilmente si teme di patire di condizioni mediche acute (spesso viene scambiato per un infarto).

Può venire a chiunque?

Come per ogni condizione psicopatologica è necessario che si verifichino più elementi in modo concomitante.

Esiste una condizione disposizionale o temperamentale innata che rende un individuo più o meno reattivo. Inoltre giocano un ruolo fondamentale anche fattori ambientali quale la situazione di vita in cui ci si trova, l’approccio cognitivo con cui si affrontano i problemi, il livello di consapevolezza di funzionamento del proprio corpo e fattori socio- culturali.

Ecco perché gli interventi psicologici preventivi (primari e secondari, vedi articolo “cose da matti“) si dimostrano molto efficaci.

Cosa si può fare se si verifica un attacco di panico?

Primo consiglio: non minimizzare e non vergognarsi. Occorre rivolgersi al medico di base e concordare anche una visita specialistica.

È importante che un clinico escluda patologie organiche in corso per poter offrire al paziente cure adatte ed efficaci sia nell’immediatezza che nel lungo periodo.

Infatti contrariamente a quanto si possa ipotizzare, l’attacco di panico è un SINTOMO riferibile a disturbi di varia eziologia (spesso disturbi d’ansia ma anche altri disturbi mentali) non è quindi un disturbo a sé stante.

L’approccio terapeutico è generalmente multi livello ed è diverso e specifico per ogni paziente; in alcuni possono essere utili terapie farmacologiche che vanno associate ad un percorso psicologico che serve a trovare strategie efficaci per prevenire ed affrontare il panico e, nel lungo termine, che possa curare la causa degli attacchi stessi.

Un approccio quindi sintomatico immediato che dia sollievo al paziente e che permetta di avere le risorse necessarie per “scavare” nelle dinamiche psicopatologiche che hanno generato gli attacchi di panico.

Un esempio di cura psicologica a breve e lungo termine?

Per alleviare e gestire i sintomi sono molto efficaci gli approcci psicofisiologici quali in Neuro-bio- feedback e il potenziamento metacognitivo.

Nel lungo termine può essere indicata una psicoterapia.

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Si ricorda che la Dott.ssa Maddalena Castelletti è Psicologa Clinica esperta in Neuro-biofeedback e, oltre alle sue innumerevoli attività professionali, gestisce anche l’ambulatorio di salute mentale presso la Clinica Chirurgica Sant’Ambrogio Doctor’s Equipe a Milano.


Per maggiori informazioni si può visitare il sito internet della Dottoressa Castelletti a questo indirizzo www.studiodottoressacastelletti.it

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